La primavera e l’estate portano con sé una delle gioie più grandi per chi ama i rettili: la schiusa delle uova nel recinto del giardino. Vedere quelle minuscole testuggini che rompono il guscio e fanno i loro primi passi sul prato è un’emozione indescrivibile, ma per ogni proprietario italiano questo evento coincide con un preciso dovere burocratico: la denuncia di nascita delle tartarughe di terra. Subito dopo la meraviglia, infatti, scattano i rigidi controlli della Convenzione di Washington.
Le tartarughe terrestri mediterranee (come le diffusissime Testudo hermanni, Testudo graeca e Testudo marginata) non sono semplici animali domestici, ma specie severamente protette. Questo significa che ogni nuova schiusa va obbligatoriamente comunicata alle autorità per evitare problemi legali.
Se non sai da dove iniziare, niente panico. In questa guida pratica e accessibile ti spieghiamo passo dopo passo come effettuare la denuncia di nascita delle tartarughe di terra, quali documenti compilare, i costi reali da sostenere e le sanzioni pesantissime che si rischiano se si dimentica di farlo.

Perché è obbligatorio denunciare le nuove nate?
In Italia, la detenzione e la riproduzione di questi animali sono regolate dalla Legge 150/1992, che recepisce i decreti europei sul commercio delle specie minacciate di estinzione. Le nostre tartarughe nostrane sono inserite nell’Allegato A del Regolamento CE n. 338/97, la categoria che gode del massimo livello di protezione legale.
La legge considera ogni esemplare privo di certificazione ufficiale come “prelevato in natura”, configurando il reato di bracconaggio e commercio illegale di fauna protetta. Denunciare la nascita è l’unico modo per tracciare la provenienza lecita dell’animale, certificando che è nato in cattività da genitori a loro volta regolarmente registrati.
Nota bene: puoi denunciare i piccoli soltanto se la madre e il padre possiedono già un certificato CITES definitivo (Fonte commerciale o movimentazione). Se i genitori sono illegali, purtroppo non è possibile sanare i nuovi nati in alcun modo.
Tempistiche tassative: la regola dei 10 giorni
Il fattore tempo è cruciale. Ai sensi dell’articolo 8-bis della Legge 150/92, la denuncia di nascita in cattività deve essere presentata entro e non oltre 10 giorni dall’evento.
Cosa si intende per “evento”? Il conteggio dei dieci giorni parte dal momento in cui il piccolo esce completamente dall’uovo. Se hai una schiusa multipla che dura più giorni, il consiglio degli esperti è quello di inviare una scheda per ogni blocco di nascite ravvisate nello stesso momento, evitando di sforare la scadenza per le prime nate.
Ricorda che una corretta registrazione iniziale è fondamentale anche per la futura gestione dell’animale all’aperto: quando i piccoli cresceranno, dovrai infatti imparare a gestire le stagioni fredde e capire come preparare la tartaruga di terra al letargo in giardino per proteggerli dal gelo.
I documenti necessari e come inviarli

La gestione del servizio CITES in Italia, dopo la soppressione del Corpo Forestale dello Stato, è passata interamente sotto la gestione del Raggruppamento Carabinieri CITES. La procedura prevede la compilazione di moduli specifici in base all’allegato di appartenenza.
I moduli da scaricare
Per le tartarughe terrestri europee (Allegato A) devi utilizzare il Modello SCT1/A (denominato “Denuncia di nascita in cattività”). All’interno del modulo dovrai indicare con precisione:
- I tuoi dati anagrafici completi e il luogo in cui gli animali sono detenuti.
- Il numero esatto di piccoli nati e la data di schiusa.
- I dati identificativi dei genitori (i numeri dei loro certificati CITES o i codici dei loro microchip).
Come inviare la pratica
Puoi inoltrare il modulo compilato e firmato all’Ufficio Servizio CITES Territoriale della tua regione o provincia tramite due modalità tracciabili legali:
- Tramite PEC (Posta Elettronica Certificata): È il metodo più veloce e sicuro. Assicurati di inviarlo all’indirizzo PEC specifico del nucleo Carabinieri CITES di competenza territoriale.
- Tramite Raccomandata A/R: Spedisci il cartaceo mantenendo per te una copia firmata del modulo.
Consiglio salvavita: i Carabinieri Forestali di norma non inviano una ricevuta di conferma cartacea immediata. È fondamentale conservare per sempre la ricevuta della PEC o la cartolina di ritorno della raccomandata, unita alla copia del modulo spedito. Quella sarà la tua unica protezione legale in caso di controlli ed ispezioni nel tuo giardino.
Se stai allestendo lo spazio perfetto per far crescere i tuoi piccoli in totale sicurezza all’aperto, ti consigliamo di proteggerli dai predatori usando una recinzione per tartarughe da giardino robusta e ben coperta nella parte superiore.
L’obbligo del Microchip: tempi e modalità
La denuncia entro i 15 giorni è solo il primo passo. Per completare la regolarizzazione ed ottenere i certificati individuali dei piccoli, la legge prevede l’obbligo di inserire il microchip sottocutaneo.
L’inoculazione del microchip deve essere eseguita da un veterinario specializzato in rettili ed esotici entro il primo anno di vita dell’animale. Il medico utilizzerà dei transponder piccolissimi (chiamati mini-microchip), adatti alle ridotte dimensioni del rettile. Il sito standard di inserimento è la coscia sinistra.
Una volta inserito il microchip, il veterinario ti rilascerà un certificato di impianto che dovrai inviare nuovamente all’ufficio CITES per aggiornare la pratica e richiedere il rilascio del certificato “giallo” definitivo, essenziale se in futuro vorrai cedere o spostare legalmente l’animale.
Per monitorare la crescita corretta nei primi mesi ed essere sicuri che si nutrano a sufficienza, molti allevatori utilizzano una bilancia digitale di precisione per rettili, ideale per pesare i piccoli grammo per grammo senza stressarli.

Quali sono i costi della procedura?
Una delle paure più frequenti riguarda le spese. Fortunatamente, la burocrazia iniziale è quasi gratuita, mentre la parte medica richiede un piccolo investimento:
- Invio della denuncia di nascita: Totalmente gratuito (escluso il costo vivo della raccomandata postale o della gestione della tua casella PEC).
- Inoculazione del Microchip: Il costo varia in base alle tariffe del medico veterinario specializzato scelto. In media, la spesa oscilla tra i 25€ e i 50€ a tartaruga (comprensivo del costo del chip e della prestazione professionale). Avere un veterinario esotico di riferimento è fondamentale non solo per i documenti, ma per tutta la vita del rettile, specialmente per saper gestire urgenze estive letali e capire tempestivamente cosa fare se la tartaruga ha un colpo di calore a causa del sole troppo forte.
- Richiesta certificato CITES definitivo: Qualora decidessi di richiedere il documento cartaceo ufficiale per la vendita o la donazione, è previsto il pagamento di una tariffa amministrativa (solitamente tramite bollettino postale o sistema PagoPA) che si aggira intorno ai 15€ per esemplare.
Le sanzioni penali: cosa rischi se non ti metti in regola
Sottovalutare la normativa CITES in Italia è un errore gravissimo. Chi omette di denunciare la nascita dei piccoli entro i termini o detiene testuggini prive di documentazione legale non commette un semplice illecito amministrativo, ma un reato di natura penale.
Le sanzioni attuali prevedono:
- Multe pecuniarie esorbitanti: Sanzioni che partono da un minimo di diverse migliaia di euro fino a superare i 10.000€ nei casi più gravi o in presenza di molti esemplari non denunciati.
- Sequestro immediato degli animali: Tutte le tartarughe prive di documenti vengono confiscate dalle autorità giudiziarie e trasferite in centri di recupero autorizzati.
- Denuncia penale a carico del proprietario: Con il rischio di procedimenti legali che macchiano la fedina penale.
Considerando la severità dei controlli da parte dei nuclei forestali, rischiare la salute legale propria e quella degli animali per pigrizia non ha alcun senso. Ricorda che possedere animali in regola ti permette di gestirli in totale serenità con le migliori tecniche scientifiche: se ad esempio vivi in appartamento e non hai un prato sicuro contro i ratti per i tuoi piccoli, una volta denunciati potrai tranquillamente seguire la metodica veterinaria ufficiale su come fare il letargo controllato in frigorifero per l’inverno.
FAQ – Domande frequenti sulla denuncia CITES
Se si superano i 10 giorni canonici, l’ufficio CITES non può più accettare la dichiarazione ordinaria come tempestiva. Il rischio è quello di incorrere nelle sanzioni penali previste per omessa denuncia. In caso di ritardo involontario di pochissimi giorni, contatta immediatamente il nucleo Carabinieri CITES locale per capire come procedere senza incorrere in sanzioni automatiche.
No, non subito. Non è possibile cedere in alcun modo (né vendere né regalare tramite donazione) tartarughe sprovviste di microchip e del relativo certificato CITES individuale. Qualsiasi passaggio di mano non autorizzato è punito severamente dalla legge.
La legge impone l’obbligo di segnalare anche il decesso degli esemplari. Se un piccolo registrato muore, devi inviare una comunicazione scritta (Modulo decesso) all’ufficio CITES territoriale entro 10 giorni dall’evento, allegando l’eventuale certificato originale se era già stato emesso.